Bollettino
GRUPPI FAMILIARI
Il giorno di festa Monvalle, 10 Dicembre 2011
Il rapporto tra festa e lavoro è un argomento profondamente biblico.
Vita e lavoro si intrecciano nel pensiero di Dio che lavora per sei giorni ma il settimo riposa.
Il riposo di Dio ricorda all’uomo la necessità di sospendere il lavoro perché la vita non sia sacrificata alla ricchezza, alla carriera, al potere.
Mentre Marta lavora, Maria ascolta Gesù. Gesù fa presente a Marta: «Tu ti affanni per molte cose ma di una sola c’è bisogno, Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta.»
Il cristiano è colui che sa dare il giusto valore al tempo. Festa non è solo non-lavoro, distacco dal lavoro quotidiano ma è anche festeggiamento: ricordati di santificare le feste.
Purtroppo però durante le feste, anche se sono più lunghe di una volta, si accumulano più cose da fare e c’è sempre più gente che lavora anche di Domenica.
Gesù stesso è un lavoratore e ci parla della dignità specifica del lavoro umano ma il lavoro può diventare un idolo o un pretesto di fuga dalla vita, dalle responsabilità familiari e dalle incombenze domestiche.
Non bisogna ridurre la festa a tempo libero: è il tempo di Dio ed è anche il tempo in cui riservare degli spazi da regalare ai familiari.
Tutta la famiglia deve concorrere a tali incombenze e la fatica è parte integrante del lavoro.
Ai giovani viene così insegnato ad apprezzare la fatica e ad irrobustire la volontà.
I bambini non devono essere esonerati dal lavoro, anche quello che non gli piace; un esempio semplice può essere l’albero di Natale: è giusto farli partecipare al suo allestimento ma è utile farli anche partecipi quando l’albero viene riposto, anche se il lavoro è meno piacevole.
Andare in giro, “divertirsi”, è secondario rispetto al significato profondo del giorno di festa. Gli Ebrei osservanti al Sabato si permettono solo il tragitto casa-sinagoga.
La festa rischia di ridursi a tempo libero, a qualcosa che si consuma. La festa, invece, celebra l’uomo che è “signore” del tempo: non il contrario.
Per i Cristiani Ortodossi il banchetto durante la festa è la continuazione della celebrazione eucaristica che è il momento centrale del giorno di festa.
La comunione è la corrispondenza dell’amore di Dio ed è legata anche alla confessione, che non deve spaventare: il Giudizio di Dio è il giudizio di qualcuno che ci conosce e ci ama.
A Monvalle la partecipazione alla Messa completa, con la comunione, è piuttosto scarsa.
Quando siamo a Messa con i bambini bisognerebbe spiegare loro il senso della comunione con una specie di “Catechismo familiare”.
E’ meglio santificare la festa tra la comunità dove si vive ma, già nel liber cronicus del 1800, viene riportato che molti Monvallesi andavano a Messa fuori parrocchia. Anche lo scambio della pace è un atto che ha un grande valore comunitario, a volte dovrebbe essere più caloroso.
Davide e Ilaria
Il prossimo incontro si terrà il 14 Gennaio .
[SOMMARIO]
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