Commissione Famiglia
VERBALE INCONTRO COMMISSIONE FAMIGLIA DECANALE DEL 21/10/2010
Alle ore 21.00 del 21 ottobre 2010 presso la sala della Casa Parrocchiale di Via Indipendenza 4 a Besozzo si è tenuto l’incontro della commissione decanale per la Famiglia. Erano presenti: il diacono Roberto Crespi; Raffaella e Roberto Bertoldi (Brebbia), Pino Bassi (Voltorre), Marco Santambrogio (Biandronno-Cassinetta), Roberto e Roberta Torsa (Comerio) e Di Salvo Basile Simona (Monvalle).
L’ordine del giorno era ripresa dell’attiva pastorale e varie.
Prendeva la parola il diacono Roberto Crespi per relazionare i presenti sull’esito dei lavori pre e post- estivi del consiglio pastorale decanale a seguito della visita decanale dell’Arcivescovo. Si è poi passati alla lettura della Carta di Comunione per la missione. Sono stati declinati i dieci punti della Carta. Ci si è soffermarti particolarmente sul punto dedicato alla Famiglia:
La vocazione al matrimonio e la Famiglia. Lamentarsi delle famiglie oggi è luogo comune. La nostra scelta si orienta verso la cura dei passi che portano alla vita matrimoniale e delle giovani coppie di sposi. I gruppi familiari, prima di diventare corsi di recupero per uno stile di vita familiare secondo il Vangelo, sono l’offerta formativa che la comunità cristiana offre alle giovani coppie per un cammino di crescita permanente. Nella pastorale d’insieme gli itinerari per i fidanzati e i gruppi familiari vengono assunti dalla Commissione Famiglia come obbiettivo per il prossimo quinquennio.
Siamo ritornati sul punto ‘corsi fidanzati’; locandina, numero di incontri, testi adottati e modalità. Non è emersa nessuna novità rispetto all’incontro del gennaio scorso. Si proseguiva illustrando il percorso per i separati e divorziati che anche quest’anno è stato riproposto. Da mettere in evidenza, anche per una nostra eventuale partecipazione, due celebrazioni eucaristiche:
14/12/2010 a Ispra e 19/04/2011 a Comabbio
celebrate all’interno di comunità “normali” debitamente preparate alla diversa partecipazione di questi nostri fratelli.
Tante le domande per continuare il servizio della commissione familiare decanale. Come procedere? Quali passi per incontrare ed invitare le parrocchie che non fanno sentire la loro voce? Dobbiamo renderci disponibili per andare a visitare le parrocchie, oppure farci invitare ai consigli pastorali per testimoniare, aiutare, spiegare a cosa serve avere qualcuno che si preoccupi dalla pastorale familiare? Ci rendiamo conto che “la messe è tanta, ma gli operai sono pochi”?
La coppia di Comerio segnala che un nuovo gruppo di circa dieci coppie è al terzo incontro.
Veniva posto anche il seguente interrogativo: “E’ meglio che all’interno dell’incontro venga celebrata la messa?” Cosa è la messa se non la convocazione alla cena del Signore, centro della mia fede. Oggigiorno non viene evidenziata la convocazione, ma l’adempimento del precetto.
Si terminava stabilendo la convocazione per la commissione per il prossimo 25 novembre 2010.
SINTESI DELLA PRESENTAZIONE AL CONSIGLIO PASTORALE DIOCESANO
DEL VII INCONTRO MONDIALE DELLE FAMIGLIE
Due momenti forti :
Cammino di preparazione (schede di catechesi – Mons. Brambilla)
Adesso è tempo di preparare il terreno, il nostro terreno ecclesiale ambrosiano.
Così sarà pronto alla semina, nei tempi e nei modi in cui ci verrà affidata.
Cosa fare:
• divulgare capillarmente l’informazione
• far prendere coscienza della genesi e degli obiettivi
• stimolare e sviluppare per ogni comunità locale le implicazioni che esso porta con sé (apertura, scambi esperienze, accoglienza)
Coinvolgimento di tutta la comunità diocesana nell’accoglienza delle famiglie.
L’Evento
Il Papa chiede: “Un percorso di preparazione ecclesiale e culturale di tutte le comunità.”
1. Un cammino “ Verso Milano” nelle singole Chiese locali e nazionali
(forse attraverso un percorso Diocesano)
2. I’incontro “LA FAMIGLIA: IL LAVORO E LA FESTA.
3. Attenzione al “Dopo Milano”, come ricadute ecclesiali e sociali.
Il tema attiene alla dimensione sociale (e prima ancora culturale) e politica della famiglia a differenza di quelli trattati nei precedenti incontri Mondiali.
Lo scopo sarà di favorire una presa di coscienza della dimensione sociale e politica della famiglia e richiedere un suo impegno quotidiano capace di incidere nella società e di richiedere alla politica più fatti in favore della famiglia.
Il tema pone l’attenzione agli “stili di vita” della famiglia tra lavoro e festa, famiglia colta nella sua quotidianità. A tale scopo occorre:
1 – far emergere “racconti” di vita quotidiana delle famiglie (esperienze di cui sono ricche le
nostre comunità).
2 – pensare anche l’accoglienza delle famiglie come “ospitalità” fattiva di una comunità che
si fa accogliente (scambi di “racconti”).
Può essere utile rivedere cosa si è intrapreso nelle proprie realtà locali nel triennio dedicato al tema della famiglia ed in particolare riferendosi a “Famiglia diventa anima del mondo” (2008-2009) e al Convegno Ecclesiale Nazionale di Verona.
Riferimenti:
- Esortazione Apostolica di Papa Giovanni Paolo II, FAMILIARIS CONSORTIO
- Percorso pastorale diocesano (2006 – 2009)
- Documenti del IV Convegno Ecclesiale di Verona (Lavoro e Festa)
(www.convegnoverona.it)
- Nota dell’Episcopato Italiano sul “Dopo Verona” Rigenerati per una speranza
viva:testimoni del grande si di Dio all’uomo.
- Lettera enciclica di Giovanni Paolo II sul lavoro umano, LABOREM EXERCENS
Si propongono alcune ipotesi di attenzione e iniziative da affidare al futuro cammino preparatorio “Verso Milano” a livello decanale e zonale. Altre iniziative possono emergere dai consiglieri stessi.
A livello DECANALE
1. Il coinvolgimento
Chiediamoci se può essere utile affidare ai Consigli Pastorali Decanali e alle Commissioni già operative - valorizzando a tal fine ogni spunto già presente nella Carta di Comunione per la Missione recentemente redatta - un lavoro preliminare di RICOGNIZIONE, volta a individuare, valorizzare e mettere in rete tutte le realtà locali organizzate presenti sul proprio territorio già orientate al/ai temi chiamati in causa, convergenti specificamente su quello unificatore della FAMIGLIA: i gruppi di spiritualità familiare, le associazioni di solidarietà familiare,le reti informali di mutuo aiuto familiare, le esperienze familiari di movimenti ecclesiali, le comunità di famiglie, i gruppi di acquisto familiare, le singole esperienze significative di famiglie aperte all’accoglienza, alla genitorialità sociale con l’affido, ecc..
La ricognizione andrebbe pensata non certo come inutile e defatigante censimento, fine a sé stesso, ma come stimolo ad un protagonismo che da subito immetta le comunità locali nel clima di Milano 2012, a partire dai soggetti più sensibili al tema. Un ascolto dunque dei tanti “racconti” di esperienze concrete che sul tema famiglia, lavoro e festa possono unirci, un confronto di esperienze e un reciproco arricchirsi, per ridonare poi alla Chiesa e alla società, durante l’incontro mondiale, questi stessi racconti perché diventino semi di speranza.
Chiediamoci:
• Con quali modalità operare una ricognizione delle realtà già attive in Decanato nell’area FAMIGLIA (e nell’area LAVORO), che ne incoraggi il coinvolgimento, facendo sì che divengano nodi della RETE di costruzione dell’evento e di diffusione dell’informazione e della riflessione in merito?
• Quali momenti e occasioni della pastorale ordinaria in Decanato e nelle singole realtà che lo compongono si possono già orientare allo sviluppo del tema “verso Milano 2012” (preghiera comunitaria e liturgia, gruppi di ascolto, scuole e proposte di formazione, ecc..)?
Può essere opportuno che a queste realtà si offra un contatto preliminare nel quale proporre :
- la lettura di alcuni documenti – base (in primo luogo la Lettera del Papa e le schede
della catechesi che saranno predisposte in vista dell’incontro Mondiale).
- una prima riflessione, libera, su ciò che l’esperienza locale suggerisce in tema di
famiglia – lavoro – festa;
Chiediamoci:
• Com’è il vissuto delle comunità parrocchiali, in proposito?
• Prima ancora che le linee – guida siano definite, quali attese suscita l’evento, quali sbocchi fa prevedere?
2. L’accoglienza
Poiché quello che la Diocesi si prepara ad ospitare e animare è un evento MONDIALE, un secondo fronte da valorizzare è la RETE dei rapporti con realtà EXTRA – ITALIANE che le comunità già intrattengono ordinariamente, determinata in larga misura dalla storia e dalle scelte di ogni Parrocchia sulla base della loro apertura missionaria (Missionari e religiosi originari del territorio, con cui si mantengono contatti, opere di solidarietà in missione, gruppi missionari, adozioni a distanza, ecc..) o sulla base della loro sensibilità culturale (scambi di presenze, viaggi e pellegrinaggi, cori, Chiese gemellate, presenza in loco di comunità straniere particolarmente numerose e organizzate, ecc..)
Chiediamoci :
• A quali Chiese, in quali Paesi, le nostre comunità parrocchiali sono più direttamente legate?
• Che cosa conoscono e possono far conoscere a noi della vita delle famiglie, delle feste, del lavoro in tali comunità?
• E’ pensabile fin da ora o in prospettiva la disponibilità ad invitare e accogliere, per la durata dell’incontro mondiale, famiglie e presenze da tali realtà, facendosi carico anche logisticamente ed economicamente dell’ospitalità?
A livello ZONALE
Si verifichi come può essere avviato nei decanati il cammino di preparazione all’incontro Mondiale, con il suggerito lavoro di ricognizione e coinvolgimento.
Chiediamoci:
• Che organismi esistenti o nuovi attivare a livello zonale e che iniziative proporre per avviare e guidare il cammino di preparazione “Verso Milano”?
• Come coordinare e raccogliere a livello Zonale il frutto del lavoro di ciascun decanato (o comunque delle singole realtà ecclesiali coinvolte nel percorso verso Milano 2012) secondo la modalità del racconto – così stimolante, adatta alla comunicazione, allo scambio di esperienze vissute e alla divulgazione?
• A tal fine come coinvolgere nella strutturazione del “racconto” le reltà familiari/ecclesiali che lo producono, ma anche gli esperti di “linguaggi” (creativi, registi, musicisti, esperti di comunicazione multimediale) che a livello professionale o amatoriale sono una risorsa delle nostre comunità?…. a partire dai giovani, in questo vere riserve di creatività e innovazione.
La sintesi delle 7 Zone è stata più sul “che fare” al momento, anche se i contenuti arriveranno:
• Va creato il clima “spirituale”, fin d’ora si può pregare per gli obiettivi dell’incontro e per il coinvolgimento di tutti.
• Non si vogliono dire cose ovvie parlando di lavoro e festa. Non enunciati, non come dovrebbe essere ma come è (“racconto”)
Seguono le indicazioni provenienti da una riflessione del Consiglio Pastorale di Zona II (Varese) del 25/11/2010 e proposte come riferimento alle altre sei Zone Pastorali.
Al Consiglio di Zona erano presenti: il Vicario Episcopale, 10 Consiglieri Decanali, i Responsabili della pastorale familiare di Zona.
1. Ricognizione
Registrare i gruppi familiari in un archivio informatico (con indirizzo delle famiglie che li
compongono).
Preparare un “foglio di lavoro” da trasmettere ai decanati destinato a contenere
nominativi e riferimenti degli organi attivi sui temi dell’incontro (associazioni familiari, reti
di mutuo aiuto familiare, gruppi familiari di movimenti ecclesiali, comunità di famiglie,
gruppi di acquisto familiare, gruppi di famiglie coinvolte nell’accoglienza e nell’affido,
associazioni genitori, gruppi di ascolto, istituti religiosi, ecc..).
N.B.: Commissioni Famiglia decanali = nodi della rete
2. Struttura per la divulgazione dell’informazione (sia per il “lancio” del cammino verso
Milano e la compilazione del “foglio di lavoro”, sia per le fasi successive):
Nella riunione dei Decani il Vicario Episcopale informa i Decani che saranno contattati
per mettere all’ordine del giorno del prossimo Cons.P. Decanale il tema dell’incontro.
Ciascun consigliere del Cons.P.Diocesano di nomina decanale, insieme alla coppia
incaricata nel decanato per la Pastorale Familiare, concordano con il Decano
l’intervento nel successivo Consiglio Decanale e nella successiva riunione della
Commissione Famiglia del decanato ed intervengono.
Ciascun consigliere del Cons. P. Decanale, d’accordo con il suo Parroco, porterà il
messaggio all’interno del Cons. P. Parrocchiale e, se esiste, anche nella Commissione
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