Cenni storici
Il primo documento noto, che ci attesta un aspetto religioso della storia locale, risale all’anno 1035 ed è un atto notarile di compravendita, dove ci viene documentata l’esistenza di una chiesa dedicata ai Ss. Cosma e Damiano e di un castrum o edificio castellano.Possiamo quindi far iniziare in quell’anno il nostro cammino alla ricerca della storia religiosa della comunità di Monvalle.
In epoca successiva, dai documenti storici del secolo XIII, ci viene un’ulteriore informazione relativa agli “altari” presenti nel territorio monvallese, che si possono far coincidere con l’esistenza di piccole chiese o cappelle così intitolate:
- Ss. Cosma e Damiano in Monvalle
- S. Stefano in Monvalle
- Ss. Nazaro e Celso nella frazione di Turro
La documentazione storica relativa agli aspetti religiosi locali è per molto aspetti ancora da raccogliere e studiare; prendono maggior consistenza e ricchezza le fonti documentarie solo a partire dal secolo XVI, quando la Chiesa avviò un’estesa organizzazione che trovò in S. Carlo Borromeo il più incisivo spirito riformatore.
In quel periodo il cardinal Borromeo compì visite a tutte le Pievi e Parrocchie del territorio Diocesano ed anche per Monvalle le fonti storiche divengono più precise:
Primo Parroco, nell’anno 1564 era il Sacerdote Don Francesco Catone.
Nello stesso anno viene istituito il primo registro parrocchiale dei Battesimi.
Nell’anno 1574 la Chiesa di S. Stefano, in occasione della visita Pastorale di S. Carlo Borromeo, venne elevata a Chiesa Parrocchiale, a seguito del distacco dalla Pieve di Trebbia e dell’inclusione di Monvalle nella Pieve di Besozzo, appena formatasi; alla altre chiese note si aggiunse la Cappella di S. Rocco.
Dal resoconto sulla stessa visita Pastorale si rileva una popolazione di 182 anime, divise in 31 nuclei familiari.
Nella seconda metà del 1500 emerse con particolare importanza, nella comunità di Monvalle, un ramo locale del casato dei Besozzi, con la figura di Antonio Giorgio Besozzi, che fu al seguito di S. Carlo nel periodo romano, e che risulta legato alle vicende storiche del Santuario di S. Caterina, nella vicina Pieve di Leggiuno. Il casato Besozzi esercitò per più di due secoli il diritto di Patronato sulla Chiesa dei Ss. Cosma e Damiano, legando strettamente la nobile famiglia alle vicende religiose monvallesi e dando alla Parrocchia, nel corso dei secoli, ben cinque parroci.
Le visite Pastorali si susseguirono durante l’epoca di S. Carlo come nel periodo del suo successore, il cardinale Federico Borromeo, che visitò la Parrocchia nel 1596. Gli atti relativi ci descrivono con efficacia e ricchezza di particolari le condizioni generali di Monvalle, un borgo di masari, contadini che conducevano una vita non facile, in una terra a volte sfavorevole.
Le principali visite Pastorali successive furono le seguenti:
- 1640 – Cardinale Cesare Monti
- giugno 1683 – Cardinale Federico Visconti
- 24 maggio 1748 – Cardinale Giuseppe Pozzobonelli
- 23-24 gennaio 1898 – Cardinale Andrea Carlo Ferrari
Dagli atti relativi si ricava una completa immagine di Parrocchia, popolazione, condizione delle Chiese, arredi, situazione economica e religiosità dei parrocchiani che, ad esempio, nel 1777 raggiungono il numero di 496.
In quei documenti, dai più antichi ai più recenti, si condensa la religiosità della Parrocchia e si conservano precise ed importanti informazioni della storia locale. Di quest’ultima, oltre allo spirito religioso che permane nella Parrocchia, ci sono rimaste anche preziose e purtroppo rare testimonianze artistiche conservate nelle Chiese monvallesi.
Nel 1933, il 13 giugno, fu a Monvalle in visita Pastorale il cardinal Schuster, figura dotata di particolare carisma, cara ai lombardi e ancora presente nei ricordi dei monvallesi più anziani che qui lo videro.
Per una serie di particolari coincidenze storiche, invece, non venne mai in Parrocchia il cardinal G.B. Montini; infatti, quando nel giugno del 1963 già era stata fissata la sua visita Pastorale a Monvalle per l’amministrazione della S. Cresima, Montini fu chiamato a Roma per il Conclave, durante il quale fu eletto Papa con il nome di Paolo VI.
In visita Pastorale venne il Card. Giovanni Colombo il 26 marzo 1966. La sua visita fu preceduta da una lettera del parroco don Enzo Caletti con cui si illustravano i grossi problemi di stabilità della chiesa parrocchiale, a questa seguiva una risposta dell’Arcivescovo che prometteva di interessare i competenti uffici di curia. In data 17 luglio dell’anno successivo lo Stesso Card. Colombo garantiva degli interventi imminenti per la costruzione della nuova chiesa, poco dopo l’Ufficio amministrativo della curia comunicava che il Cardinale aveva messo a disposizione la somma di 40 milioni.
La prima pietra fu posta il 30 giugno 1968 da S. Ecc. Mons. Ferdinando Maggioni. La nuova Chiesa Parrocchiale, dedicata a S. Stefano, in sostituzione della precedente fu benedetta il 28 settembre 1969 da S. Ecc. Mons. Teresio Ferraroni; la stessa fu poi consacrata il giorno 25 aprile 1970 da S. Em. Card Giovanni Colombo.
Nell’anno 1973 veniva costruita anche la nuova casa parrocchiale.
L’ultima vista pastorale in ordine di tempo fu fatta dal Card. Carlo Maria Martini il 29 giugno 1984. In quell’occasione ebbe parole di approvazione verso il Consiglio Pastorale Parrocchiale, perché nella sua relazione presentò non solo le attività pastorali fiorenti, ma anche vari problemi e difficoltà
La chiesa di Turro invece fu restaurata dal parroco don Roberto Besozzi nell’anno 1986. I lavori si svolsero dalla primavera all’estate. La Chiesa fu riaperta al pubblico il 16 novembre ed il nuovo altare consacrato da S. Ecc. Mons. Bernardo Citterio il 15 dicembre dello stesso anno.
Nel 1993 le opere parrocchiali furono arricchite con la costruzione delle nuove aule di catechismo e dei locali di servizio per l’attività sportiva
Franco Oregioni
Nel 2004 fu inaugurata la nuova scala di accesso alla Chiesa Parrocchiale comprendente anche l’ascensore. I lavori, resi indispensabili per le precarie condizioni di stabilità della scala precedente, erano iniziati nell’autunno del 2002. Il Progetto fu dell’Arch. Bruno Morassutti. Il progetto prevede anche il collegamento con le aule di catechismo cosicchè l’ascensore possa servire anche come accesso alle stesse. La struttura che contiene l’ascensore è stata studiata in modo tale che in un futuro possa essere prolunagta per la costruzione di un campanile.
Il parroco
don Roberto Besozzi
Sottoscrivi Feed RSS