Le rive del verbano
(Da una pubblicazione Di Giovanni Giuseppe Vagliano, 1710)
… camminando all’insù vi si vide certa spiaggia con piccola villa appresso, detta Turro, di cui si dicono molte cose intorno la sua antichità, non con altro fondamento, che di ritrovarsi sovente da quei contadini, nel coltivar le terre, alcune medaglie di rame antichissime.
Più avanti si vede un picciol fiume detto Movalinna, che passa vicino la terra di Movallo. Questo luogo è d’aria molto soave, ritrovandosi in sito che i venti freddi co le loro bufere non possono nuocere, né al paese, nè agli abitanti, ivi cogliendosi anche nel cuore del verno i fiori, dove i verdi allori sono immortali e sempre fioriti verdeggiano e fan pompa delle loro bacche perpetue.
In questa terra, ov’è un forte castello, abitò in valoroso capitano Damiano Besozzo, che fu castellano della fortezza d’Arona, ebbe molti figli, tutti di sperimentato valore.
Ma, ritornando alle rive del Verbano, ove si fa un angolo, che da quei abitanti vien detto Cantone, v’è un porto naturale, sicuro da ogni vento e capace di molte navi…
(Da una pubblicazione del 1955, in occasione del 50° di Ordinazione sacerdotale e di permanenza a Monvalle di don Alberto Binda, ordinato a Milano il 18 marzo 1905, arrivato a Monvalle il 31 marzo dello stesso anno come coadiutore e diventato parroco nel dicembre 1924)
Paolo Morigia nella sua “Historia della nobiltà del Lago Maggiore” (Milano 1603) scrive cosi: "Seguitando il nostro viaggio dopo Angera andando all'insù si trova Ranco e poi la ripa del lago incurvarsi nel cui mezzo v'è Quassa e nel fine della curvità si vede Ispra.... più innanzi vi una spiaggia di una piccola villa detta Turro, della quale si dicono molte cose della sua antichità, ma altro non si trova salvo che i contadini nel zappare il terreno, trovano medaglie di rame antichissime. Più avanti trovasi un piccolo fiume detto Monvallina, perchè passa vicino alla terra di Monvallo, cosi detta, o perchè egli molto vuole, poichè è di perfetta aria, d'acqua buonissima, produce grano e vino buono, più di suo uso, oltre alla copia di frutti d'ogni genere e massime di persichi di rara veduta e gusto soave. Et ha un colle di rara prospettiva che, per gran freddo che faccia, sempre si veggono fiori, oltre che produce lauri di perpetua verdura.
Sottoscrivi Feed RSS